skip to main |
skip to sidebar
Da un'idea dell'europarlamentare Pino Arlacchi nasce il Progetto Magna Graecia per riappropriarsi delle origini della Calabria e sfruttarle a fini turistici. L'iniziativa parte da Locri e punta alla valorizzazione dei siti archeologici. "Il nuovo sistema di attrazione turistico-culturale - ha spiegato il sindaco Francesco Macrì - punta sulle radici magno greche, fulcro della promozione della Calabria, intesa in tutte le sue espressioni storico-monumentali che nei secoli hanno caratterizzato un paesaggio unico al mondo e che ora si vuole rendere fruibile attraverso una spinta innovativa per la promozione di un turismo culturale e destagionalizzato". Secondo Arlacchi, artefice del progetto, occorre promuovere un grande programma di scavi archeologici per riportare alla luce le città sepolte, ma è anche necessario, costruire una nuova identità e una nuova immagine della Calabria, opposta a quella attuale, dominata dalla 'ndrangheta, dal degrado e dal malgoverno. "Il progetto - ha spiegato l'europarlamentare - è aperto non solo ad altri comuni calabresi che intendano aderirvi ma anche alle altre realtà magnogreche del Mediterraneo. Il programma che oggi abbiamo delineato sarà meglio formulato nella prossima assemblea fondativa di un'idea che vuole scrollarsi di dosso rassegnazione e vittimismo del passato per dimostrare di voler crescere e guardare al futuro". All'iniziativa hanno già aderito quindi comuni calabresi.
Il 4 febbraio prossimo si terrà, in Confindustria, l’evento Turismo 4.2.10, cui prenderanno parte rappresentanti istituzionali, imprenditori, operatori internazionali di alto livello. Parteciperà il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.L’incontro intende dare un contributo al dibattito italiano sul turismo, facendolo uscire dalle logiche della sola comunicazione e promozione e dal provincialismo, per portarlo sull’analisi dei problemi delle imprese del settore e per comprendere la visione che della nostra industria turistica hanno operatori internazionali di alto livello.Una parte della discussione sarà dedicata ai problemi della promozione e dell’immagine e dell’identità dell’Italia nel mercato turistico mondiale. In quella sede saranno discussi anche gli assetti istituzionali per il governo del turismo e l’efficacia dell’utilizzo dell
e risorse per la promozione dell’Italia come destinazione turistica.Al tema del rapporto fra turismo e mercato del lavoro sarà dedicata una sessione che discuterà di lavoro e sviluppo, welfare, ammortizzatori sociali e formazione.Il turismo, come tutti gli altri settori produttivi, ha bisogno di politiche economiche e strutturali che ne difendano la competitività e che creino le condizioni favorevoli perché le imprese possano investire in innovazione, formazione, qualità, internazionalizzazione. Alle politiche per le imprese turistiche sarà dedicata una sessione che discuterà di fisco, federalismo fiscale, credito, incentivi, infrastrutture e trasporti, liberalizzazioni e semplificazioni, rapporti fra pubblico e privato.Per conoscere i partecipanti all'evento CLICCARE sull'immagine.
Dovrebbe partire dal primo marzo il servizio di metropolitana del mare, gestito fra le sponde calabrese e siciliana dello Stretto dal Consorzio Metromare, costituito da Bluvia e Ustica Lines.Uno dei principali aspetti del nuovo servizio, saranno i collegamenti con l’aeroporto di Reggio Calabria. Nel corso di una riunione svolta presso la Capitaneria di Porto della città calabrese, l’Enac e la Sogas, società di gestione dello scalo, hanno confermato la possibilità dell’attivazione del check-in verso l’aeroporto sul pontile galleggiante ormeggiato al porto.
La struttura, data in concessione dall’Autorità portuale alla Ustica Lines ospiterebbe un vero e proprio terminal aero-marittimo, nel quale i passeggeri diretti verso lo scalo reggino potranno presentare bagagli e carta d’imbarco recandosi, una volta giunti in aeroporto, direttamente al volo.
Intellettuali e operatori del mondo della cultura, facendo propria un'idea maturata in seno al gruppo storico Mirabilia di Catanzaro, si sono incontrati con l'intenzione di promuovere la candidatura del capoluogo calabrese a capitale europea della cultura per l'anno 2019.''Catanzaro - affermano i promotori dell'iniziativa - avrebbe i titoli per proporsi come protagonista del grande evento culturale, potendo vantare una storia plurimillenaria ed un territorio che, secondo gli storici classici e gli studiosi, diede il nome all'intera penisola italiana, traendo origine dalla mitica figura del Re Italo, il cui regno si estendeva proprio sull'istmo di Catanzaro, e che fu popolato e visitato fin dalla preistoria dalle cento culture del Mediterraneo: greci e romani a Scolacium, poi bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi''.
''Una capacita' di sintesi tra culture - aggiungono - che la citta' ha espresso in maniera molto originale creando nel suo passato istituti amministrativi democratici che includevano e valorizzavano le classi meno abbienti, come le Corporazioni dei lavoratori della seta, e gli stranieri, come gli ebrei, trattati come comunita' di pari dignita' rispetto ai cittadini.Ed ancora, le scuole ed accademie che hanno illuminato la cultura calabrese attraendo migliaia di studenti, alcuni dei quali sarebbero divenuti scrittori e filosofi di fama nazionale''.
Nuovo segnale positivo per l’aeroporto di Lamezia Terme che nei primi quindici giorni del mese di dicembre ha fatto registrare un altro deciso aumento di passeggeri, fissato a quota + 39,08% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.
Un risultato che segue il +16%, raggiunto a novembre. I passeggeri totali passano dai 37.422 di dicembre 2008, ai 52.045 di dicembre 2009: con un aumento di 14.623 unità. Anche il numero dei voli della prima metà dello scorso mese, presenta un incremento pari al 16,08% (novembre aveva chiuso con + 7%), passando da 199 a 231. In aumento del 6,23% anche il load factor, che passa dal 64,20% al 70,44%.
Il Moscato di Saracena ha intrapreso il suo cammino verso il riconoscimento legislativo della denominazione d'origine, che, paradossalmente, si presenta tortuoso proprio a causa del suo particolare ed antico metodo produttivo, che prevede una parziale bollitura del mosto.
Per questo, le Città del Vino, l'associazione dei comuni a più alta vocazione vitivinicola d'Italia, sono scese in campo a Roma, in occasione dell'incontro ‘Il Moscato di Saracena verso la Doc’, alla vigilia della decisione della Comitato
nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini del Ministero delle Politiche Agricole, perché a questo vino sia concessa una deroga speciale come ‘bene culturale’ per l'ottenimento della Doc.
Secondo Paolo Benvenuti, direttore generale delle Città del Vino, "la tutela di questo prodotto può rappresentare per il territorio di Saracena un importante elemento di crescita locale, con la possibilità di sviluppare anche il turismo del vino”.
Torna nella sua terra di origine l'Askos, un unguentario bronzeo del V secolo avanti Cristo raffigurante una sirena. Il reperto, trovato durante uno scavo clandestino a Strongoli, e' stato restituito dal Paul Getty Museum di Malibu', in California, che lo aveva acquistato nel febbraio del 1992 per una somma di 600 mila dollari.L'Askos e' stato consegnato al Museo di Crotone, tramite la Soprintendenza archeologica della Calabria, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale.Il rientro in Italia dell'unguentario in bronzo, avvenuto nel novembre del 2007, gia' esposto presso nelle scuderie del Quirinale e in Grecia, e' frutto di un'attivita' extragiudiziale condotta dal Ministero dei Beni culturali e dal Comando carabinieri Tutela patrimonio cultur
ale, d'intesa con l'Avvocatura generale dello Stato.Secondo la Soprintendente archeologica della Calabria, Simonetta Bonomi, ''al reperto a Crotone sara' data degna esposizione. Sara' ripulito dai restauratori del Museo archeologico e, per Natale, sara' il nostro regalo alla citta', che potra' cosi' rendersi conto di questo patrimonio millenario''. Il direttore del Museo archeologico di Crotone, Domenico Marino, ha annunciato che l'askos di Strongoli verra' esposto insieme ad un altro bronzo dello stesso tipo (datato VI secolo a.C.), rinvenuto sempre nel crotonese, negli anni '50, ''testimonianza - ha spiegato Marino - che si tratta di un reperto tipico della Magna Grecia crotonese''.